Dell’età adulta

Nella stessa sera, qualche sera fa, sono stata in due posti che qualche tempo fa avrei faticato a vedere insieme.
Prima un concertino di un gruppo semisconosciuto, in un locale in cui ho passato troppe serate, a parlare fitta fitta con la mia amichetta, ad ascoltare questa musica, a storcere il naso perchè mi aspettavo di meglio, a darsi il finto tono da pseudo alternativaintellettualsinistroidemaancheno, ad aggiornarsi di tutte le cose successe in un mese che non basterebbero tre giorni per esaurirle. Musica birra e chiacchiere in libertà.

Spostamento da una parte all’altra di Roma in macchina, metabolizzazione di quanto appena successo, un bel sorriso ebete in faccia, qualche considerazione a voce alta nella torpedo blu e di nuovo la giostra del parcheggio, pago, vengo marchiata con un timbro che si chiamava ANTONIO e via.

Serata drum’n bass pesantissima. Ambiente totalmente diverso. Le maglie a righe e gli occhiali da nerd della popolazione indie sofisticata lasciano spazio a pantaloni larghi, maglie scure e facce stordite. Non si parla. Si socchiudono gli occhi, si beve e si balla una musica non musica che mi riporta a quando ero giovanotta e ci passavo i giorni interi persa in sostanze psicotrope e bassi pesantissimi che facevano perdere la concezione di tutto.

Me ne torno sfatta non di sostanze ma di stanchezza. Di nuovo in macchina. Di nuovo da sola. Senza paura. Nuove considerazioni a voce alta, nuova giostra per il parcheggio sotto casa e il pensiero che riuscire ad unire queste due cose vuol dire unire due parti della stessa persona che prima si prendevano a cazzotti.
E pure se faccio finta di non crederci sto crescendo ma sto crescendo bene.

E in questo periodo sto prendendo bastonate con mazze chiodate. Notizie bruttarelle, brutte e bruttissime.
E non scappo. Punto i piedi, blocco lo stomaco e apro le braccia.
Ho scoperto di essere parecchio zen. Davanti ai problemi non me do più. Cerco di capire la soluzione ma se proprio non c’è non me ne vado.
Affrontare le parti di dolore non è facile. Spossa, debilita. C’è però qualcosa che spinge ad andare oltre. Non so se sia masochismo o crescita però vado avanti.
Vado avanti e non sono più sola.
Non mi sento più sola.
Questa è la conquista dell’anno

Ah, ho perso la testa per questo pittore e voglio andare a Torino

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5 risposte a Dell’età adulta

  1. LiliacWine ha detto:

    dici poco…

  2. orax ha detto:

    no ammò, non lo sei

  3. anonimo ha detto:

    Uddiu che bello
    Le mie milanesi preferite!
    Grazie :*

    Frà

  4. miaperfidia ha detto:

    tu sei la tua migliore compagnia.

    basin

  5. anonimo ha detto:

    Ciao, ho letto qualcosina, ci sono capitata per caso… (p.s. ti ho rubato la foto della scarpetta di oz .. grazie!). Non sono solita lasciare commenti in giro così.. ma tu ne meriti uno! Mi piace il tuo stile di scrittura… Niente male davvero! Ti spinge a leggere oltre e non annoia… Son caduta bene.SalutiSerep.s. http://www.comequandofuoripiove.blogspot.com ….. se vuoi vedere cosa ne ho fatto della tua foto!

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