Dedicato

Sono giorni di partenze.
Partenze non mie. Io rimango sempre il vecchio porto con tanto di faro
Partenze da e verso luoghi lontani ma neanche troppo.
Partenza da Milano verso Roma di una piccola donna che ha fatto una scelta, anzi La scelta. Lasciare Milano per Roma, il noto per l’ignoto in nome di un desiderio che si realizzerà e l’inizio è stato bello.
Una donnina con le palle, il tabacco rullato e una poesia sulla pancia che sa quello che vuole e si vede.
Che nonostante tutto riesce a dare serenità e sorrisi al mondo. Che si stupisce dell’ospitalità, della vita che scorre più lenta qui, che ride e si ostina a voler imparare un nuovo accento. Che cammina per le strade con i tacchetti e dice che qui sorridono tutti. Che va matta per i supplì ( che a Milano mica esistono) e che è andata via con la promessa di tornare presto e io ci conto.
Scoprire di avere in comune delle cose è bello. Scoprire di averne da condividere ancora di più va oltre lo sperato.
E questi giorni sono stati belli, intensi, ansiogeni e rilassanti.

C’è la partenza da Roma per Piacenza di un pezzo del mio cuore, di un’altra piccola donna che ha preso il coraggio con nove mani e ha scelto di fare una cosa importante e bella. Proprio per questo una cosa che mette paura. Nuova città, nuova casa, nuovo lavoro, nuove abitudini, nuovi amici. E’ dura e quando parla ha gli occhi lucidi la mia amica. L’amica con cui cantavo Jeremy senza capire il testo. Con cui provavo a bere il the infilando cannucce nel naso. Con cui ridevo mentre cantavamo le canzoni dei negrita e avevamo 16 anni e una vita piena di se e di magari. Il pezzo di cuore con cui non ho solo condiviso la casa per 10 anni ma tutto quello che una casa può dare, scazzi, risate, lacrime, sbattimenti, esperimenti, vacanze e tutto il resto.
Un’amica grande, la terza sorella, che stamattina, ancora tutta insonnolita ho salutato, e gli occhi lucidi non erano da sonno ma le lacrime adesso non servono. Serve felicità, serve serenità da dare a questa piculina che parte e ci lascia un cassone di ricordi. Sarà dura, tanto, ma piacenza non è poi così lontana e i pezzi di cuore, anche se lontani, fanno sempre parte di me, in qualunque pizzo del mondo.
E noi ci saremo, ci saremo sempre, anche da lontano, e se non ci senti saliremo sul terrazzo e inizieremo a cantare a squarciagola e ci riconosceremo e allora potremo anche piangere un po’ perchè ci serve buttare fuori le cose e perchè da lontano non possiamo vederci e rideremo come due cretine che si conoscono da quindici anni e non si perderanno, mai. E questa è una minaccia.
E questi giorni sono stati trisi, quasi come un divorzio dopo anni di matrimonio e fa un po’ male ma male buono.
Quindi per un’amica che si allontana un’altra si avvicina e l’immagine che le accomuna è un treno e a me i treni piacciono tanto perchè sono in movimento e arrivano ovunque.

Treno

E tanto per staccarci dalla vena emo di questo post che fa commuovere, di seguito la mia settimana secondo l’Internazionale:

Anche se non sei malato, hai bisogno di una medicina. Di che tipo? Ti serve un farmaco che trasformi quello che c’è di abbastanza buono nella tua vita in qualcosa di veramente eccezionale; un farmaco che ti permetterà di andare oltre i tuoi sforzi mediocri e di scuoterti di dosso l’apatia, che ormai consideri ragionevole. Questa medicina non ha la forma di una pillola o di una pozione, ma sarà prodotta dal tuo stesso corpo quando deciderai di abbandonare la tua zona di sicurezza e andrai a giocare oltre la frontiera. Cerca di essere il medico di te stesso, Bilancia. Esci dal tuo stato di trance. Vìola il tuo codice. Fuggi dai tuoi giochi mentali.

A me questi iniziano a farmi paura seria…

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Dedicato

  1. orax ha detto:

    caro il mio portariello, sto già affilando i tacchi e lucidando la poesia…mi fai commuovere, il regno degli unni per un supplì!

  2. aliceassassina ha detto:

    No no no non ti devi commuovere.
    Sai che facciamo?
    Prendiamo un pezzo di una canzone di Jeff Buckley e la storpiamo ( che jeff ci perdoni!)

    …Its never over, my kingdom for a supplì upon her shoulder…
    😀

  3. durk666 ha detto:

    *_*

    Tu non sei una che gli amici li perde, tu sei una che i pezzi di cuore li tiene al guinzaglio, è un guinzaglio lungo, ma non scappano. E, se scappano, prima o poi ritornano.

    Per quanto riguarda la medicina…
    sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria, se l’annusi o la respiri ti da subito l’allegria. E’ un presidio medico chirurgico. Non somministrare ai bambini di età inferiore a dodici anni. Può dare dipendenza. Leggere attentamente il foglietto illustrativo che trovate all’interno della stagnola.

  4. aliceassassina ha detto:

    Bello di zia mi stai forse spingendo al consumo di cocaina???
    Mo ci penso seriamente…
    Oh salutami Broccoletto digli che la zia franz gli vuole taaaanto bene e la prossima volta gli porta un topo vero con cui giocare
    🙂

    E grazie per quello che hai scritto, mo mi commuovo mannaggiattè

  5. perturbamento ha detto:

    Io penso solo una cosa: son fortunate le tue amiche ad avere te come amica 🙂

  6. anonimo ha detto:

    frà anche se lontane oramai fate parte una dell’altra….e vicine nello stesso tempo, unite da un sentimento e da un’amicizia che rimarrà sempre nel vostro cuore…..
    lucia

  7. Lulu11 ha detto:

    parto anch’io, vado a stare a torino.
    però ti penso sempre e ti voglio bene sempre!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...