Bella pe mme (*)

* post ad alta densità di lessico dialettale
che sono riuscita a non schiantarmi al suolo nella bolgia di via dei tribunali a Napoli
che nonostante le grida, le facce che si avvicendavano davanti a me, le luci colorate, le musiche, le cacche dei cani, i motorini sovraffollati, il traffico impazzito e i bambini che correvano ovunque ce l’ho fatta
che ho messo il panico in una bustina, tra una collana e una spilla di lanacotta, e non l’ho fatto uscire più
che volevo fare le foto alla monnezza ma quella al centro, m’hanno spiegato, non c’è perchè il decoro cittadino c’adda stà signorì.
che ho regalato al commercio partenopeo assai euro tra maglie e camicette e pantaloni e stivali e maglioni
che giravo napoli con una margherita di plastica (che altro non è che un fermaglio) tra sti capelli da vecchia signora, così, per dare un tocco di giovinezza.
che malgrado tutti gli avvertimenti degli indigeni (non portarti l’oro dietro – sì certo come se fossi la maronna ‘e llarc– non dare confidenza, non infilarti nei vicoletti e blablabla) giravo tranquilla con la digitale a fotografare scritte strane e simpatiche che manco un giapponese.
che in cambio di un sorriso e qualche consiglio di applicazione dell’hennè mi faccio fare lo sconto sullo sconto
che penso a come sarebbe stata la mia vita se avessi scelto di studiare all’orientale
che maledico roma e i suoi affitti ogni volta che leggo il cartello "Affittasi mansarda il palazzotto d’epoca, 60 mq circa, appena ristrutturata, 500 euro spese incluse" ‘mmocca a mmammeta a tutti i proprietari di casa romani.
che poi però ci ripenso e la maledico di meno perchè sta città m’ha visto fare tutto e un po’ le voglio bene
che entro ed esco da un portone cinquanta volte perchè questo portone di legno alto almeno cinque metri ha un microportone di un metro e spicci attraverso cui passare per entrare nelle case e io mi sento un po’ alice nel paese delle meraviglie e mi abbasso, entro, sorrido, esco e ripeto l’operazione
che penso che c’è qualcuno che vorrei portare nei vicoli pieni di panni stesi e di dialetto con cui sono cresciuta, di pizzafritta e trippa, di cristi velati e bimbi spogliati e accaldati che rincorrono un pallone, di negozi falliti che portano il mio cognome, di piazze che frequentavo quando ancora dovevo decidere la città che m’avrebbe adottato a diciott’anni, di sorrisi, di motorini che inchiodano e dicono "Scusate, nun v’ev vist"
che vengo scambiata per una mamma perchè rimango a guardare i bimbi piccoli e "sembrate proprio una mamma ca s’è scurdata a criatura ‘a casa" ma io la creatura non ce l’ho ancora.
che attacco a parlare con chiunque mentre si fa fila per entrare in pizzeria e mi faccio raccontare le cose che non so dei vicoli.
che mi schiatto ovviamente pizza pummarola  muzzarella e tant’ammore, nu babà e na sfugliata
che mi siedo sugli scalini che m’hanno accolto esattamente dieci anni fa e mi dico che sì, camminerò pure nel deserto da tanto tempo ma ormai non voglio più fermarmi se vedo oasi o miraggi, mi servono per star bene solo il tempo di una bevuta e poi c’ho ancora più sete, tanto vale…
che canto Scanto di sirene e Le rughe sulla fronte e nonostante tutto sono contenta, con le mie duecento borsine in mano, neanche un soldo in tasca e la margherita in testa
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6 risposte a Bella pe mme (*)

  1. anonimo ha detto:

    uààà…è la prima volta che capito nel tuo nuovo blog e mi accorgo che sei venuta a napoli…
    iiiijjj ch’ fetent!!!me lo potevi dire femmena n’grata…t’ess offert nù cafè addù professor e nà sfugliatell ‘e scaturchio(quella di pintauro l’avevi già assaggiata).
    comunque fidati:se sta meglio a rroma!napoli è fantastica solo per chi sa che poi se ne andrà.
    giovanni(fu bradi)

  2. aliceassassina ha detto:

    Noooo Bradipo!!
    ma che figata che m’hai trovato!
    Avevo pensato di chiamarti ma stavo in mezzo a tutto il parentame e non ho potuto. La sfogliatella OVVIAMENTE è di scaturchio ma il caffè che dici tu mi manca. La prossima volta mi ci porti!
    Bello de casa!!!

  3. pataterna ha detto:

    un giorno che stavo seguendo un corso all’orientale hanno fatto esplodere un cesso pubblico sotto al palazzo con un track e ho riduto a pisciarmi sotto.
    viva partenope.

  4. uhmmm ha detto:

    Sarà che è proprio questo il bello di Napoli, la magia che si respira in mezzo ai vicoli, l’atmosfera di via toledo come quella dei tribunali, o della galleria o di via caracciolo…o via foria.
    Il bello di napoli sta tutto li e di quella moltitudine di persone dal cuore pulito che anima quella città
    😀

  5. cizou ha detto:

    napoli è fantastica…proprio non dovrebbe essere afflitta da problemi come ..a munnezza…
    prima era sopportabile ora mi pare proprio una croce…
    bello andarci sotto natale..li o’ presepe è davvero presepe..
    adoro napoli…

  6. Alexios976 ha detto:

    Hai scritto un post bellissimo.
    Nu baba’

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